martedì, 06 maggio 2008, ore 21:30

Il mio paziente ottenne oggi ha da farmi vedere una cosa. Me l'ha dato mia nonna, fa. Esce un grado militare dalla tasca. Io a nonno non l'ho mai conosciuto, fa lui, ma io porto il suo nome. Nonna ha detto che forse sono abbastanza grande per capire e mi ha raccontato che il nonno è andato in guerra a combattere per l'Italia libera e questo stava sulla sua divisa da militare. Ti vedo contento, dico. Lui sorride e rimette il grado nella tasca del giubbino. C'è una cosa che non ho capito ma non l'ho chiesto a nonna perchè lei si è messa a raccontarmi un mucchio di fatti successi in guerra ma non ci ho capito granchè. Continuava solo a dirmi che l'Italia aveva bisogno di essere liberata. Ma come è possibile?

Si può mettere in prigione un paese?


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domenica, 04 maggio 2008, ore 08:58

Il mio paziente dodicenne fa anche la psicoterapia. Oggi viene incazzatissimo. Oh, che ti è successo, faccio. "Quella", fa lui. Oh, ma smettila, con "quella" che ti sta dando una mano. Ma dice cose impossibili, replica nervoso. Oddìo, esclamo, cosa ti ha detto stavolta? Mi ha detto che devo imparare a conoscermi e a pensare a me stesso e non a quello che pensano gli altri. Mi sembra sensato, replico calma. Ma dove? Ma quando? fa lui arrabbiato. Ho così tante cose da fare!

Non ho tempo per pensare a me stesso!


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lunedì, 28 aprile 2008, ore 20:28

Oggi mi hanno mandato dalla direttrice, fa bambina magrina.  Mamma questa volta non sa che dirmi: è arrabbiata con me ma anche con le maestre e con la direttrice. Mi sfottevano e mi hanno spinto, racconta. Io cerco sempre di fuggire e non fare niente ma ho deciso di starti a sentire e di reagire e ho risposto. Bene, faccio: hai mandato al culo tutti? Ho fatto di più: ho preso una sedia e gliel'ho buttata nella loro direzione. Che, domando meravigliata, ma come? L'ho fatta scivolare, fa lei: mica ce la faccio ad alzarla e la maestra è stata avvertita e io portata in direzione. La direttrice ha chiamato mamma che mi ha guardato brutto ma io mi sono difesa e ho detto che non ce la faccio più a fare la vittima. Non potevano darmi torto: lo sanno tutti che mi fanno martire. La direttrice ha detto che queste cose non si devono fare: potevo piangere e urlare ma non lanciare la sedia. Sono, d'accordo, replico: non è educato. Mica ha detto per questo, fa al massimo della rabbia: ha detto che non sono un maschio e le bambine devono imparare a non essere violente. Mia madre ha preso la parola e mi ha difeso non per la sedia ma per la motivazione della direttrice. Insomma, alla fine mi è permesso solo urlare o piangere:

sono una bambina.


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domenica, 27 aprile 2008, ore 15:43

Il mio paziente è uno che della Tv non si perde niente: amici, cesaroni, un ciclone in famiglia, grande fratello, tutti i possibili show dei record, pacchi, eredità, gerry scotti, la corrida -me le racconta per filo e per segno!-. Insomma, lui le sa tutte e poi se deve recuperare delle informazioni da un testo, niente, si spegne il cervello. Grrrr.  Vado in edicola e compro "Dipiù" con grosso articolo sul vincitore di Amici. Lui contento e legge come Gassman. Non solo, spiega nel dettaglio la storia di Marco - vincitore della gara- e di come ci fossero delle cose in più nell'articolo. lo guardo e  gli faccio notare la cosa. La scuola non è interessante come la tv, fa placido.

perchè non m'interrogano delle cose della tv?


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mercoledì, 23 aprile 2008, ore 09:51

Incontro, per caso, la maestra di matematica di bambina magrina. Dice che doveva sentirmi perchè sono in difficoltà. In che senso, domando. Mi dice che la madre della mia paziente, ultimamente, ha la fissa che la bambina è talmente migliorata da essere uguale alle altre e non ha dato il consenso al solito programma differenziale per l'anno venturo. Parlerò con la madre, le prometto, ma mi sembra davvero strano. Dice che deve fare le cose come gli altri, ma sappiamo bene che non le ha mai fatte. Il programma differenziale è, nel suo caso, il raggiungimento degli obiettivi minimi didattici con qualche accortenza sul programma di classe, domando. Sì, fa la maestra: è sempre stato così.

Prendo in disparte la mamma di bambina magrina e le chiedo cosa è successo a scuola. La signora mi racconta che lei non è d'accordo al programma differenziale: sua figlia non è completamente diversa dalle altre!. Su questo d'accordo, ma, nel caso di tua figlia, sarebbe lo stesso che abbiamo fatto negli anni passati: raggiungimento obiettivi minimi, cosa che fanno tutti i bambini anche più lenti e che non vanno a logo. Ah, fa la signora pensandoci, allora è come sempre, domanda. Non una virgola in più, spiego: ho parlato con la maestra e è stata chiara. Se è così, fa la signora, posso acconsentire.

Nella stanza, bambina magrina mi racconta che la mamma ha parlato molto con le maestre. Ho sentito di programma differenziato, fa curiosa. Mamma si è preoccupata ma io no: adesso si differenzia tutto ma alla fine è tutto sempre uguale. In che senso, domando. Anche la spazzatura si differenzia da un pò di tempo, fa, ma la sporcizia c'è sempre.

Sono cambiate solo le parole. 


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lunedì, 21 aprile 2008, ore 10:46

Il giornale "Il nostro tempo" ha pubblicato questo mio pezzo su quel di cui si parla in questo blog.

Per i curiosi, questo è il link.

Nota: colgo l'occasione per ringraziare mrs muffins, ovvero Mariarosa, per il premio "Di libro in libro." Grazie.


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sabato, 19 aprile 2008, ore 16:32

In gennaio, ebbi il grande piacere di conoscere la maestra d'italiano dellla mia paziente che è riuscita, solo adesso, a decifrare la prima parola, quella della targhetta sulla penna. La maestra, baldanzosa, arrivò e ci disse che la bimba non sapeva scrivere e leggere. Io e la foniatra annuimmo con pazienza. Continuò a dirci che il suo programma didattico era fantastico: globale e in linea con il Ministero dalla prima all'ultima riga. Le spiegammo che la bambina aveva una serie di problemi e il Magnifico Programma non ci stava bene. Impossibile, ci rispose, tutti i bambini adesso imparano a leggere e scrivere con la parola intera. Ma abbiamo un problema, sussurrò la foniatra. Ah, fece la gentile insegnante, ma è una bambina e tutti imparano a leggere e scrivere con la parola intera. Io e la foniatra ci guardammo basite. La foniatra riprese a dire che c'era un disturbo specifico e potevamo dare una serie di ausili e consigli. Ausili, fa meravigliata. La bambina non sa leggere e non sa scrivere e voi fate ben poco, protestò. In che senso, domandammo.

Non avete ancora provveduto alla centoquattro!

Nota: la centoquattro è una legge che permette al diversamente abile di avere programmi didattici differenziali e la certificazione scolastica per la richiesta dell'insegnate di sostegno. Ovviamente, per molti dei miei non la richiediamo: con la collaborazione delle docenti riusciamo a intervenire sul problema. Purtroppo, ci sono le eccezioni.


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venerdì, 18 aprile 2008, ore 01:08

Bimbina seienne e tra poco si finisce la prima elementare. Da agosto lavoriamo su lettura e scrittura e tutto procede a rilentissimo. Ci sono abituata. Dagli indici, tutto mi davano segnali che la bimbina non mi avrebbe letto parole spontaneamente fino all'anno venturo. Oggi si siede e, improvvisamente, fissa la targhetta della penna. Ogni penna ha una targhetta per evitare i furti. Inizio a sentirla recuperare le lettere, fermarsi, puntare il dito sulla targhetta, puntare bene le lettere. Passano un pò di minuti. Mette la penna giù. Allora, le domando. Ci sono delle lettere, fa. Faccio di sì con la testa. E' dubbiosa ma ci prova:

"c'è scritto il tuo nome?"

nota: i primi a stupirsi di aver magicamente decifrato bene la parola letta sono proprio i bambini, spesso frustati da cumuli di parole decifrate in modo sbagliato...


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mercoledì, 16 aprile 2008, ore 10:12

La mia pazientina principessa, seienne da cinque giorni, oggi è galvanizzata. Dopo la terapia la mamma la porta dal parrucchiere. Lei ha lunghi capelli biondi e sa perfettamente cosa si farà fare dal parrucchiere. Davvero, domando: io dal parrucchiere non ci vado mai: non riesce mai a capire che tipo di taglio voglio. Tu, mi fa lei, sbagli. Bisogna fare così, e esce dalla tasca un foglio di giornale con tanto di foto. Ah, faccio, e questa, domando. Tu non sai, fa lei, oggi io vado dal parrucchiere, faccio vedere la figura e lui fa. Domani mi vedrai! Sarò bellissima.

Somiglierò a Sharpay!

 Nota: questa qui accanto è Sharpay, diva di High School Musical. I capelli sono quelli. Più o meno. Nella nuova era politica la mia seienne principessa è in linea con la mentalità corrente...


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lunedì, 14 aprile 2008, ore 19:28
scritto da RobiSG in politica, divagazioni, elezioni

L'estrema sinistra è morta, la destra non è morta e Berlusconi si sente benissimo.

Io e la mia amica a lutto per la vincita di Berlusconi. Abbiamo deciso di raccoglierci in preghiera come ci hanno insegnato a fare le nostre nonne quando le speranze erano proprio agli sgoccioli. Cosa fate, ci domanda il nostro compagno a lutto quanto noi. Preghiamo, diciamo convinte: e siamo sicure che la Madonna del Rosario stavolta ci farà la grazia. Quale grazia, domanda sempre più stupito il nostro compagno.

Quella di uno Stato laico e democratico.

nota: perdonate la divagazione politica ma non ho un buon ricordo del precedente governo Berlusconi. In verità, manco di quello di Prodi ho un buon ricordo. Non mi resta che pregare e sperare in una grazia per l'Italia intera. 


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