venerdì, 28 settembre 2007, ore 19:41
scritto da RobiSG in in dieci anni, mondo logo

Pazientino che a forza si è fatto una ragione sulla sua diversabilità. La mamma, tornata più serena dal seminario sulla dislessia, cerca in tutti i modi di aiutarlo. il rischio di cui il pazientino aveva paura, "quella pensa di avere un figlio scemo", è stato scongiurato. Oggi entra nervoso in terapia. Cosa c'è, domando. La mia vita di logo è costeggiata di cosa c'è, domando. Non mi parlare, fa. Oggi non volevo fare niente, continua. Lo guardo in viso. Lo chiamo per nome. Eh, presente, replica stanco. Penso che lui è il quarto del giorno e ,da quando è iniziata la scuola, stanno tutti un bel pò scoglionati, compreso me terapista. Mi fai fare il mio lavoro, domando seccata. Lui abbassa gli occhi. Oggi no, fa.

Oggi sono assente.


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lunedì, 24 settembre 2007, ore 09:02
scritto da RobiSG in in dieci anni

Pazientino con mamma impossibile e fratello maggiore pronto a farsi bello a spese del mio paziente. E' iniziata la scuola. Oggi sta particolarmente contento. La mamma non è contenta: ha combinato guai a scuola, fa. Mi ha chiamato la direttrice, continua. Conosco il mio pazientino: è uno che raramente si fa rispettare e penso al peggio. Ci sediamo. Non la stare a sentire a mamma,fa. Ti ricordi l'anno scorso: non riuscivo a avere nemmeno un amico. Oggi la maestra ha fatto una prova di lettura e io sono andato bene ma mi ha dato fastidio l'aria, sai quella di chi ti sente poco tanto tieni un problema? E' la stessa aria di mamma e dello stronzo di mio fratello. Mi sono alzato dal banco e ho iniziato a dirle che quell'espressione mi dava fastidio e altre cose. La maestra ha detto che non è modo di comportarsi e mi ha mandato dalla preside. Quando sono ritornato in classe tutti volevano sedere vicino a me e tutti mi salutano per i corridoi. Non sono più trasparente!

Sono il mito della scuola!


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sabato, 22 settembre 2007, ore 09:46
scritto da RobiSG in in dieci anni

Lo so che non ti piace, mi fa la direttrice sanitaria del centro dove lavoro, ma dovrai fare un piccolo sforzo. Lo devo proprio fare, domando. E' per legge, replica. Ma tirare tutti i punteggi non mi cambia la vita: il test mi serve per capire altre cose e del numero me ne frega ben poco e non mi cambia la vita, dico convincente.  Tra poco mi dirai che il bambino non è un'ammucchiata di numeri e se volevi fare lo statista andavi a far matematica, fa la direttrice sanitaria. Va bene, faccio rassegnata.

Mi dedicherò alla matematica logopedica.


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mercoledì, 19 settembre 2007, ore 20:43
scritto da RobiSG in in dieci anni

Dopo una elementare di rejected senza perdono, abbiamo deciso di mandare il nostro pazientino a una scuola media diversa. Nessuno era d'accordo: non ritrova il gruppo classe, si diceva. E se poi si sente solo, chiedeva allarmata la mamma. Il diciassette è iniziata la scuola. Com'è andata, chiedo. Ho buone notizie, fa.

Non mi conosce nessuno.


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lunedì, 17 settembre 2007, ore 10:19
scritto da RobiSG in divagazioni

Mi chiamano dall'organizzazione che il quindici settembre alle otto e mezza ho da presentarmi perchè è bene che ci sia. Ci vado tutti gli anni, al Premio Letterario Isola di Arturo- Elsa Morante di Procida. Ci vado da spettatore. Mi hanno riservato il posto: mi trovo dietro a un signore anziano. Al lato del signore anziano, un giovane con basette pronunciate come il cantante de "le vibrazioni" e una signora magrina. La serata prosegue e la signora magrina è la traduttrice di Mille Splendidi Soli, premiata per la traduzione, che affascina la sala spiegando i nomi dei personaggi del libro. Il ragazzo basetta è l'autore di Jack Frusciante, Brizzi, che merita il premio per la narrativa. Ma la scoperta è stata il signore anziano davanti a me. Era Raffaele La Capria, scrittore di "Ferito a morte", uno dei miei libri preferiti. Stringergli la mano è stata un'emozione. Mi trovo a conversare con il ragazzo basetta del suo ultimo romanzo, mondadori, e del viaggio che racconta all'interno: viaggiare a piedi dall'Inghilterra all'Italia. Lo ascolto e penso che abbia trovato un buon metodo per rinforzare, in modo ecologico, il sistema immunitario. Stingo la mano a tutta la giuria, cerco di conscere la maggior parte dei presenti e mangiamo tutti a base di pesce a spese dell'organizzazione. Alla fine della serata, saluti per tutti. Stringo di nuovo la mano al grande Raffaele La Capria che mi chiede se dentro la targa della Menzione Speciale al mio libro, "La genìa", c'era la busta con l'assegno. No, faccio. Solo targa per i menzionati, continuo. E' una cosa che non capisco, fa.

I giovani autori non hanno molti soldi.


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venerdì, 14 settembre 2007, ore 18:31
scritto da RobiSG in in dieci anni

Io e la mia paziente cinquenne principessa cerchiamo di memorizzare i colori con mollettine e oggettini per capelli di ogni genere. Dopo aver fatto un giro di che colore è, mettilo vicino agli altri, cambiamo giro. Mollettina verde. Me la porge. Mollettina gialla. Me la porge. Mollettina viola. Niente. Hoy, bimba, faccio, quello che colore è. Viola, fa lei. E allora, domando. Non è una mollettina, fa compita.

E' un fermaglio.


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mercoledì, 12 settembre 2007, ore 19:36
scritto da RobiSG in in dieci anni

Due dei miei pazienti sono vicini di casa, le mamme sono amiche e stanno sempre insieme. Da un pò di tempo si chiamano "Looola" a vicenda,si tappano il naso, si indicano a vicenda e ridono come matti. Cos'è sto Lola, faccio. La mia paziente, che per farle recuperare un'info utile da un brano mi fa disperare, dice che racconta lei il fatto. Mi pare strano: fa sempre un casino con la pianificazione di qualsiasi cosa. Bene, dico, raccontami. C'era una signora, fa la bimba, e  un cane e questo cane fa una prrrrrrrrrrr, e allora la signora indica il cane e. La mia paziente scoppia a ridere e si tappa il naso.

LOOOOOLA!


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sabato, 08 settembre 2007, ore 16:32
scritto da RobiSG in in dieci anni

L'autodettato è qualcosa non fatto a caso. E' uno degli ultimi gradini per una cifratura corretta.Ogni parola ha una configurazione sillabica interna e, quando un tipo di configurazione è ben controllata, si passa all'autodettato. Delle figure mostrate, c'è sempre il paziente testadura che insiste nel voler scrivere qualcosa che non controlla ancora bene. Gli passo la figura che vuole scrivere. Attento, faccio, che è difficile. No, fa lui, sono diventato bravo, lo dici sempre. "lolologo", scrive. Leggi un pò. L'orologio, fa lui. Orologio, ripeto piano. Riscrive "olologo". Rileggi un pò, invito. Orologio, fa. Leggiamo sillaba per sillaba, l'invito ancora. Ah scusa,fa. "Orologo", scrive. Adesso è a posto, fa sicuro. Come si legge questa, copro la parola ma non le ultime due sillabe. Ah, scusa, scusa, fa lui. Niente, faccio tranquilla: sono qui per questo. Prende di nuovo la penna e scrive.

"orologio". 


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venerdì, 07 settembre 2007, ore 07:47
scritto da RobiSG in in dieci anni

Bambina quattrenne a libera interperetazione dell'ascoltante arriva imbronciata come non mai. Lei è molto vezzosa: siamo riuscite a imparare i colori con mille pinzette colorate e sfogliando giornali di moda. Vedo che oggi ha un piccolo jeans e non la solita mise maglietta-gonna o vestitino. Perchè quel muso, faccio. Oggi sono brutta, fa. Io sono una principessa e oggi mamma ha deciso che dovevo mettere questo coso, fa indicando il pantalone. Stai bene, la rassicuro: ha i merletti, le decorazioni, è da bimbe. Ma io non sono una bimba, replica: sono una principessa.

Le principesse non portano pantaloni.


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giovedì, 06 settembre 2007, ore 15:51
scritto da RobiSG in maestre e apprendimenti

Io e la collega logo in attesa di paziente. Ci lamentiamo di come si rende la vita difficile al terapista, di come la burocrazia della qualità ci ha limitato la libertà di azione a discapito del lavoro, delle ansie materne che non finiscono mai, del ladrocinio dei crediti formativi che costano una cifra e il ministero l'anno prossimo ne vuole cinquanta. La scuola sta per iniziare e abbiamo letto che Fioroni ha deciso di levare di mezzo  le tre famigerate "i"della Moratti e fare un blablì che significa un ritorno al leggere-scrivere-fare di conto-ingoiare a memoria un pò di cose. Non siamo certo contente. La collega logo infuria sui limiti della vecchia scuola nozionistica. Vabbene, faccio: ma almeno non avremo più maestre che ci diranno che la nuova scuola vuole sviluppare l'intelligenza attraverso lo studio di inglese-informatica-impresa e non della grammatica! Stupidaggini, fa la collega logo: non sapevano nemmeno loro quello che dicevano. Appunto, faccio. Dalla più anziana, alla più giovane adesso non avranno più problemi grazie alle linee guida di Fioroni.

E' fin troppo chiaro quel che devono fare. 


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