giovedì, 31 gennaio 2008, ore 22:53

Io e il paziente dodicenne alle prese con la generalizzazione dello strumento compensativo, leggi metodo per aggirare l'ostacolo, per la comprensione di vari testi e la pianificazione degli stessi. Abbiamo già dato con le materie della scuola e adesso, prima che vada definitivamente in dimissione, abbiamo deciso di dedicarci alla lettura giornalistica, anzi, sportiva. Si sceglie un brano, fa tutte le sue brave manovre e poi passa alla pianificazione scritta. E' diventato un lettore fedele della pagina di sport di Repubblica. E' così migliorato che oggi mi ha chiesto se per tutti i lavori c'è bisogno di un italiano ipercorrettissimo come lo vuole la prof. Basta che sia corretto, rispondo: l'italiano ipercorrettissimo ce lo hanno in pochi. Bene, fa lui, allora ho una speranza. Di far cosa, chiedo curiosa. 

Di diventare giornalista.  


Permalink * commenti (4) * commenti (4)(popup)





mercoledì, 30 gennaio 2008, ore 22:17

Cosa mi trovo sull'msn? Il contatto della mia pazientina e alleluja, cosa dire, aggiungo. Sto scrivendo a pc, la sera mi ci dedico spesso, e stasera mi è comparsa la casellina del messenger, arancione, con il suo nome. Sperava di trovarmi. Sono le undici, dovresti stare a dormire, scrivo. Niente, sta finendo i compiti e lei fa molto a pc: con il correttore automatico si aiuta, la grafia non è delle migliori e lei ha nel sangue la frase:"minimo sforzo massimo risultato". Mi manda un file di testo. Mi metti le virgole? seguono dieci faccine sorridenti. Apro il file e trovo un periodo di venti righe buone con un solo punto finale. Le scrivo che si devono mettere anche i punti. Lei mi manda una faccina contrariata e scrive:

uno non basta? 


Permalink * commenti (4) * commenti (4)(popup)





lunedì, 28 gennaio 2008, ore 15:20

Io e il paziente delle sei della sera. Ormai è notte, bisogna accendere la luce per fare terapia. Oggi mi è arrivato mediamente scoglionato e mi guarda come se fossi il suo fardello peggiore. Iniziamo a leggere le nostre cose. Con calma. All'improvviso scuote la testa. Sbuffa. Ok, gli faccio, solo fino al punto e poi ci dedichiamo a altro. Non è d'accordo: lo vedo dall'espressione contrariata. Le sue preghiere esaudite: va via la luce e si accende la piccola di emergenza. E' buio, fa lui. Non è buio, replico: non è illuminatissimo. Secondo me è buio, fa convinto, e io al buio non so leggere.

Mica ho fatto le scuole serali!

nota: sulle prime non avevo capito, poi, alla tv ho visto la pubblicità della wind dove Aldo, Giovanni e Giacomo, travestiti da uccello, fanno una sorta di scenetta dove Aldo, al centro, legge anche al buio e dice ai due di saperlo fare: ha fatto scuole serali! 


Permalink * commenti (2) * commenti (2)(popup)





sabato, 26 gennaio 2008, ore 08:18
scritto da RobiSG in dislessia, in dieci anni, mondo logo, logopedia

Di gravi quanto lei non ho viste più: una dislessia disabilitante, una cosa che bisognava farla rinascere in altro modo per salvarla. Con i genitori ci siamo interrogati per mesi: si doveva trovare un modo, un luogo, dove si sentisse brava nel fare qualcosa. Negli sport è un disastro e all'improvviso, alla madre, viene un colpo di genio: un corso di ceramica. Incrociamo le dita e la bimba, fortemente provata dai tentativi falliti e dai "non sei in grado", va a modellare la ceramica. Dopo quattro lezioni di ceramica, la bimba inizia a stare più contenta: mi porta un piccolo piattino che ha fatto lei. La madre dice che alla ceramica ci va con piacere e il suo umore è migliorato. E' la più brava del suo corso, riesce a farsi molte amiche e il maestro ceramista non ha problemi a ospitarla quando vuole, anche a corso finito. Il nostro programma va a rilento, si usano gli stumenti compensativi per la scuola, è tutto così difficile. la bambina sorride e lavora di gran lena. Quando tutta questa scuola sarà finita, fa, io potrò fare quello che voglio e il maestro mi ha detto che posso anche guadagnare con la ceramica.

Diventi mia cliente? 


Permalink * commenti (1) * commenti (1)(popup)





sabato, 19 gennaio 2008, ore 16:28

La mia paziente novenne ha scoperto il web, in particolare la chat di Messenger. Adesso, lei che si esprime, nella scrittura, a frasi minime e con parole dove digrammi e simili sono una chimera, non becca una chi e che manco a pagarla, le quadrisillabiche diventano tutte di tre o due sillabe, -cumuli di esercizi per la memoria fonologica per potenziarla-, questa meravigliosa bimba, con il fratello quattordicenne, inizia a chattare su msn. Anche i suoi amici di scuola lo fanno. Oggi inizia a scrivermi le "K" al posto delle "c", "perchè" diventa "xkè", "Comunque" diventa "cmq", "bambino" si trasforma in "b/o". Guardo il testo con crescente curiosità: che fai, chiedo. Ho trovato un modo più facile di scrivere,mi fa, e è quello della chat. Anche la maestra si è lamentata. Ma io dico se adesso dicono che è l'era di internet e in chat si scrive così, perchè non farlo dappertutto: sarebbe più facile! Sono basita: le dico che la lingua da chat è una parte dell'italiano, una modificazione, ma la lingua va imparata per intero. Lei non è d'accordo: lo so perchè mi correggete. Voi non sapete scrivere così. Non vi aggiornate:

Voi non andate in chat!


Permalink * commenti (15) * commenti (15)(popup)





giovedì, 17 gennaio 2008, ore 19:19

Secondo le statistiche volute da Fioroni, il Ministro dell'Istruzione, il 51 per cento degli alunni italiani non è in grado di comprendere correttamente un testo letto.

Meditiamo, miei buoni lettori.


Permalink * commenti (9) * commenti (9)(popup)





lunedì, 14 gennaio 2008, ore 09:33
scritto da RobiSG in dislessia, in dieci anni, mondo logo, logopedia

Cos'è quel muso, chiedo al mio paziente decenne. La visita dalla foniatra è andata bene, le tue deviazioni rispetto agli altri diminuite, hai fatto un punteggio altissimo sul tcgb e stanno ventilando le tue dimissioni, concludo. Sono contento, vabbene, ma non mi sono sentito trattato bene, replica. Entriamo nella stanza dove ha il suo cappotto. Vedi, fa, sulla cartellina dove c'erano tutti miei esami c'era un numero, tu e la dottoressa mi avete valutato e ridotto in un mucchio di numeri. La valutazione è così, faccio, e c'è una legge per cui in amministrazione devi avere un numero identificativo. Lo so che non dipende da te, fa lui, ma già ho il mio problema e poi, insomma, non è bello. Mi abbasso e lo guardo negli occhi. Per favore mi dici cosa ti ha dato fastidio?

Io non sono un numero o un mucchio di numeri.


Permalink * commenti (4) * commenti (4)(popup)





sabato, 12 gennaio 2008, ore 07:50
scritto da RobiSG in dislessia, in dieci anni, logopedia

Io, la foniatra e la mamma di un nuovo paziente. Spieghiamo alla signora, sempre più sgomenta, che il figlio ha un bel problema di lettura. Non è possibile, fa: Mio figlio è sempre stato perfetto! Io e la foniatra ci guardiamo: la dottoressa cerca di rispiegare il problema e le potenzialità. La signora non ascolta e ci chiede se il figlio ritornerà a essere perfetto. Guardo la foniatra, basita, che mi dà carta bianca con lo sguardo. Mi dice cosa intende per "Perfetto", domando tranquilla alla signora. La signora sembra sollevata e dice che si tratta di un bambino che eccelle in tutte le attività scolastiche e extrascolastiche. Perchè, domando.

Solo così sarà vincente nella vita.


Permalink * commenti (14) * commenti (14)(popup)





lunedì, 07 gennaio 2008, ore 09:33
scritto da RobiSG in divagazioni, mondo logo, logopedia

Ho incontrato una delle gentili profie che mi ha voluto alla scuola media a lavorare come insegnante di scrittura creativa. Aveva da raccontarmi un fatto. Nell'ultima verifica d'italiano, il gruppetto dei terribili ha proposto alla gentile profia un metodo per non soffrire. In che senso, faccio. Hanno chiesto se potevano avere solo trentacinque minuti per scrivere il tema. La gentile profia è meravigliata ma i terribili in questione hanno concluso, spiazzandola:

Trenta righe siamo capaci di scriverle.

della mia esperienza alla scuola media ne parlo anche qui


Permalink * commenti (6) * commenti (6)(popup)





giovedì, 03 gennaio 2008, ore 20:25
scritto da RobiSG in dislessia, in dieci anni, mondo logo, logopedia

Tutti leggono veloce e tutti scrivono veloce, si lamenta il mio paziente dal padre ingegnere. Questo non è vero, faccio decisa. Sei lento ma corretto e poi si ascolta bene, aggiungo. Non serve a niente, fa lui. Mio padre dice che la lettura lenta non serve a niente:

"il mondo è veloce"


Permalink * commenti (9) * commenti (9)(popup)