sabato, 31 maggio 2008, ore 20:55

Ieri, al bar, ho incontrato una mia ex paziente dislessica. Era carina con la sua amica e passeggiavano per le strade. Mi ha raccontato della scuola media e dei primi amori. All'improvviso le è trillato il cellulare: era un messaggio. Ha aperto il flip e si è messa a leggere invitando l'amica a condividere. L'amica leggeva solo qualche parola lunga. Hanno finito questo giochino, dopo una manciata di minuti, con me lì davanti. Con le amiche divido tutto, ha detto lei e ha continuato:

Specie quando mi scrivono romanzi e non sms!


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venerdì, 30 maggio 2008, ore 15:05

Il mio paziente ex leucemico è ritornato a terapia. Lo accogliamo tutti a braccia aperte e lo teniamo stretto: è stato un miracolo della medicina. Era dato per spacciato e si è salvato. Arriva dimagrito e sorridente, si siede al solito posto e ci prendiamo le mani come facevamo sempre.Come ti senti, gli chiedo. Sto bene, domanda. Penso che tu stia bene, replico. Mi prende la mano e me la poggia sulla testa: è liscia ma sento i capelli che spingono. Lo sai, fa lui, erano cresciuti ma erano strani, come una cosa morbida e allora mamma me li ha tagliati perchè ha detto che è estate e è meglio così. Dondola la testa: lo so che non è contento. Cresceranno, tranquillo, e ritornerai a avere quella foresta di riccioli che avevi prima. Mio fratello dice che sono alla moda, fa sorridendo.

La pelata si porta.

nota: sono latitante perchè vorrei provare a lavorare anche Roma e mi sto organizzando.   


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sabato, 24 maggio 2008, ore 09:15

Il mio paziente novenne mi fa una dichiarazione: ha migliorato il comportamento a scuola ma è peggiorato a casa. Oh, faccio, non puoi comportarti bene da entrambe le parti, domando. No, fa lui, io non sono un bambino completamente buono. Mi fa un faccino seduttivo e mormora:

da qualche parte devo fare il "cattivo".


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mercoledì, 21 maggio 2008, ore 10:53
scritto da RobiSG in

Il novenne di fronte a me comprende le negative ma di scriverle manco l'ombra. Stiamo facendo un pò di pratica con le immagini: io gli mostro la figura e lui mi costruisce la frase negativa. A ogni frase lui sbuffa. Suvvia, faccio all'ennesimo sbuffo, nella vita ci sono tante cose che non si fanno. Hai usato il non, è una negativa, fa lui. Esatto, dico, la negativa è importante anche nello scrivere. Ma a cosa serve, domanda. E' una forma verbale, servirà a qualcosa, rispondo. Questo "non" mi confonde, fa lui. E' meglio come faccio io e scrivo quello che voglio.

Il resto deve per forza interessarmi?  


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domenica, 18 maggio 2008, ore 09:39
scritto da RobiSG in divagazioni, , donna, fidanzata, aspirazioni

Incontro un conoscente che mi mette al corrente, senza che io lo chieda, che una nostra comune conoscenza, un omino trentaseienne, si è innamorato di una ventenne e stenta a dichiararsi. La cosa me ne può fregare di meno ma, spinta dal suo entusiasmo, gli chiedo il motivo per cui non si dichiara. Lui mi ricorda che l'omino è timido, riservato, ma lei è quella giusta. Faccio un viso interessato e lui continua.

E' la scarpa giusta per il suo piede.


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venerdì, 16 maggio 2008, ore 20:52

Mio cugino piangeva mentre tornava a casa da scuola!, sbraita scandalizzata la mia paziente seienne. Perchè, chiedo. Aveva mal di pancia e è tornato a casa che piangeva!, ripete. Non ci vedo niente di che, faccio: tu quando hai mal di pancia cosa fai?.Piango anch'io, risponde ferma. La guardo strana e chiedo perchè è tanto scandalizzata. Lei fa un'aria di sufficienza, scuote la testa e sbotta: si è comportato come una femminuccia! Mi gratto la testa: proprio non capisco il nesso. Lei afferra il mio smarrimento e continua. Lo dice anche papà:

i maschi non piangono!

Nota:L'educazione di genere nei piccoli centri è dura a morire...  :-(


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venerdì, 16 maggio 2008, ore 20:43
scritto da RobiSG in divagazioni, educazione, aspirazioni, mondo logo

Sono mancata una settimana perchè sono andata a Barcellona in vacanza e ho trovato pioggia torrenziale. Bene: tanto di "playe" ne ho fin sopra ai capelli -la mia casa è a dieci minuti da una "playa"- e ho potuto godere delle case di Gaudì, dei musei, dei grandi centri shopping. Quando sono andata a vedere il museo di Mirò c'erano delle scolaresche di bambini di tre anni che, accompagnati dalle insegnati e dalla guida, si fermavano a ogni quadro parlandone e giocando con le forme. I bambini erano ben in fila e, si notava, non era la prima volta che facevano un lavoro simile.

Abituare i bambini all'arte fin da piccoli, quale cosa più bella?


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martedì, 06 maggio 2008, ore 21:30

Il mio paziente ottenne oggi ha da farmi vedere una cosa. Me l'ha dato mia nonna, fa. Esce un grado militare dalla tasca. Io a nonno non l'ho mai conosciuto, fa lui, ma io porto il suo nome. Nonna ha detto che forse sono abbastanza grande per capire e mi ha raccontato che il nonno è andato in guerra a combattere per l'Italia libera e questo stava sulla sua divisa da militare. Ti vedo contento, dico. Lui sorride e rimette il grado nella tasca del giubbino. C'è una cosa che non ho capito ma non l'ho chiesto a nonna perchè lei si è messa a raccontarmi un mucchio di fatti successi in guerra ma non ci ho capito granchè. Continuava solo a dirmi che l'Italia aveva bisogno di essere liberata. Ma come è possibile?

Si può mettere in prigione un paese?


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domenica, 04 maggio 2008, ore 08:58

Il mio paziente dodicenne fa anche la psicoterapia. Oggi viene incazzatissimo. Oh, che ti è successo, faccio. "Quella", fa lui. Oh, ma smettila, con "quella" che ti sta dando una mano. Ma dice cose impossibili, replica nervoso. Oddìo, esclamo, cosa ti ha detto stavolta? Mi ha detto che devo imparare a conoscermi e a pensare a me stesso e non a quello che pensano gli altri. Mi sembra sensato, replico calma. Ma dove? Ma quando? fa lui arrabbiato. Ho così tante cose da fare!

Non ho tempo per pensare a me stesso!


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