lunedì, 30 giugno 2008, ore 21:20

La principessa viene dimessa. Contenta, chiedo: potrai andare al mare, fare quello che desideri, non venire più qui. Già,fa lei, ma non riesco a capire di cosa devo essere contenta: è come quando mi metto il vestito, quello rosa con le paillettes che sembro una principessa, e poi lo tolgo e metto la gonna e la maglia rosa, ho cambiato solo il vestito ma poi sono sempre io. Cosa c'entra con le tue dimissioni, domando curiosa. Possibile che ti devo spiegare tutto, fa lei piccata. Io sto bene adesso, prima stavo meno bene ma, tutto sommato, sono sempre io.

Sono sempre la stessa bambina.  


Permalink * commenti (10) * commenti (10)(popup)





giovedì, 26 giugno 2008, ore 21:24

Umhhhh, non è un buon giudizio finale, faccio alla mia pazientina ottenne: nel primo qualdrimestre sei andata meglio. Lo so, lo so, fa lei: me l'ha detto anche mamma. Voi vi perdete in sottigliezze, continua:

l'importante è essere stata promossa. 


Permalink * commenti (4) * commenti (4)(popup)





venerdì, 20 giugno 2008, ore 20:49

Adesso ho deciso: affronto il padre comunista da vera donna di sinistra e speriamo bene. Chi mi segue sa che ho un povero paziente politicizzato a sinistra, suo malgrado, dal padre che legge, ciclicamente, "Le lettere dal carcere" di Gramsci alternati agli scritti del Che. E, come se non bastasse, commenta, con il figlio, le notizie di politica nazionale che, in sè, non ci sarebbe niente di male se non fosse che il suo "bambino" ne vuole poco così per trovare una scusa valida per lavorare di meno.  

Io e il mio paziente alle prese con l'ennesima lettura. Per favore, per favore, faccio, non m'imbrogli: non è saltandomi i righi che leggerai di meno..dài, lo so che sei stanco e il caldo ammoscia tutti. Vabbè, fa lui, ma io non faccio gli imbrogli. Lo guardo fissa. Ok, fa lui: volevo fare un piccolo imbroglio ma non sono pericoloso. E che c'entra, faccio.  Papà mi ha detto che in Italia l'imbroglio è la regola e adesso non vieni punito perchè, guardami, non sono pericoloso. Mi metto una mano sul viso e dondolo la testa. Lui fa un faccino dolce.

Sono un bravo bambino. 


Permalink * commenti (6) * commenti (6)(popup)





giovedì, 19 giugno 2008, ore 22:04

Ho trovato il ragazzo per me, fa bambina magrina. Oh, davvero, faccio meravigliata. Sì, fa la madre poco distante, dille di che nazionalità è. Guardo curiosa le due. Viene dalla Bulgaria, fa magrina, e abitano vicino a noi. Ma tu pensa, fa la madre vicino a me, uno italiano non se lo poteva trovare. Suvvia, dico, hanno otto, nove anni a testa, di che ti preoccupi! La signora non è convinta. Magrina scuote la testa. Mamma, fa: Ma se mi mettevo con Zac Efron non era la stessa cosa?

E' straniero anche lui! 


Permalink * commenti (8) * commenti (8)(popup)





martedì, 17 giugno 2008, ore 10:36

Col paziente novenne delle dodici facciamo terapia con il sottofondo del pianto: siamo vicino alla fisioterapia e, in quell'ora, viene trattato un bimbo molto piccolo. Oggi piange in maniera particolarmente disperata. Io so perchè piange così, fa in un soffio il mio paziente dopo aver faticato su una paginona di non parole a struttura sillabica complessa. In che senso, faccio. Quello non sta bene e è piccolo e piange disperato e, tranne quando giochiamo, manco io sto bene qui da te. Faccio il mio lavoro, dico mesta. Lo so, lo so, fa lui, non è colpa tua. E continua: 

per me è una tortura. 


Permalink * commenti (4) * commenti (4)(popup)





mercoledì, 11 giugno 2008, ore 21:04
scritto da RobiSG in dislessia

Ogni tanto arrivano delle mail, su questo blog, diverse dalle richieste d'aiuto genitoriali. Roberto Di Giandomenico e un gruppo di persone sensibili al problema, hanno scritto al Presidente della Repubblica per far in modo che le leggi riguardanti la dislessia siano messe in pratica in modo coercitivo laddove ce ne fosse bisogno. Hanno avviato una petizione che è appoggiata anche dall'Associazione Italiana Dislessia. Se qualcuno volesse firmare, questo è il link:

 http://www.petitiononline.com/amicar01/petition.html


Permalink * commenti (1) * commenti (1)(popup)





martedì, 10 giugno 2008, ore 19:47

Oggi mi è venuta a far visita una ex paziente che ha finito la prima media. Ho chiesto il permesso di portare la bimba al bar di fronte per festeggiare l'incontro. Lei mi ha abbracciato forte e mi ha detto che la prima media era stata dura. Mi mostra il braccio con un residuo di un graffio profondo. Me lo hanno fatto con la punta di un compasso, dice debole. Non dico niente: solo immaginare l'evento del compasso nella carne mi fa orrore. Mamma è andata a protestare dal preside e, quelle che mi hanno fatto questo, solo sgridate. Ma adesso, chiedo. Adesso la scuola è finita ma è stata dura: avevo paura e se mamma non scopriva il graffio io non avrei avuto il coraggio di dire niente. Perchè, domando attonita: perchè non hai denunciato da subito. Dicevano che ero spiona e vigliacca se avessi parlato e io subivo e speravo che facendo questo loro mi avrebbero accettato. Tutta la classe le appoggiava e io non volevo essere trasparente.

Non mi piace stare da sola.


Permalink * commenti (4) * commenti (4)(popup)