Questa cosa qui è sbagliata, fa la mia paziente dalla comprensione del testo a libera interpretazione del lettore. Perchè, domando curiosa. Allora: non è una pianta, se lo fosse dovrebbe essere maturo e come si fa a sapere se è maturo o no? Il tuo libro ha sbagliato di nuovo:
"[...] l'uomo era colto [...]"
nota: ogni tanto ricordo..
Io e Ale a Trastevere. Passeggiamo la sera e lei mi racconta della sua giornata. Oggi è venuto un padre, fa, che ha due figli bisognosi di terapia e la spesa è enorme. Ho cercato di fare un'attenzione, continua, ma tra fisco e spese più di tanto non posso fare. Il padre ha guardato la mia collega scoraggiato e ha domandato se potesse fare la pratica per la centoquattro. I suoi bimbi non sono tanto gravi, ha risposto lei, ma hanno bisogno di una mano. Il genitore le ha spiegato una serie di cose, di spese, di quanto sia difficile arrivare a fine mese. Con dolore, ha concluso che sarebbe stato meglio se fossero stati gravi: almeno lo Stato l'avrebbe aiutato.
Con la centoquattro.
nota: In troppi non sanno che con la sanità allo sfascio e le liste d'attesa chilometriche, anche la centoquattro può risultare inutile per alcuni aspetti. Quando decideranno, al governo, di dedicarsi al sociale in maniera seria, invece che a altro? D'accordo, l'Alitalia si deve salvare e la scuola italiana, la sanità? Se qualche ministro si facesse una girata in questi ambienti e si sporcasse un poco le mani con le condizioni in cui versano, si renderebbero conto che stanno anche peggio dell'Alitalia.
In msn becco il mio ex paziente che tra poco finirà il servizio civile e è in cerca di lavoro. WEWE!!!mi sbuca dalla finestra dell'msn. Lo accolgo con profusione di Hello Kitty che salutano. Ma allora l'hai aperto questo studio, mi domanda. Certo che sì, faccio, sono con delle colleghe. Allora me ne vengo a Roma, fa. Perchè, domando curiosa.
Avete bisogno di un segretario, no?
"In Italia ci sono oltre 350.000 i ragazzi dislessici che rappresentano solo il 4% della popolazione scolastica, in altre parole, a migliaia di bambini dislessici non è garantito il diritto all'istruzione, costituendo un fenomeno che non può non richiedere una giusta attenzione da parte del legislatore. Una recente ricerca di Agronmedia, condotta per conto dell’Istituto di Ortofonologia di Roma, parla del 10% di bambini dislessici nelle regioni del Sud."
Per gentile concessione di Tonino Scala, invito i lettori a leggere questa proposta di legge regionale.
Ale è la mia collega psicologa. Ale fa test ai bambini oltre il resto. Dal momento che sono ancora con le mani in mano, lei mi racconta dei suoi. Stava somministrando un Boston Naming: faccio vedere la figura e lui mi dice il nome e se il nome è azzeccato è una cosa buona (mi perdonino i colleghi per la spiegazione molto molto maccheronica). Ebbene, ci sono molte immagini, anche un vecchio rasoio da barbiere, e Ale mostra il disegno in bianco e nero del mappamondo. Il bambino guarda bene, respira piano, pensa. Ecco, le fa, adesso lo so. Cosa, fa la mia collega curiosa.
"So cos'è il Ritratto Del Mondo."
Ascolto le parole di una mamma con figlio dislessico ormai diciannovenne. La signora è incazzata con la scuola perchè al figlio lo hanno sempre umiliato e il metodo che usano, quello nuovo, non fa bene a nessuno. Ascolto in silenzio il discorso e la signora prosegue che prima ci si impegnava sulla scrittura, sulla lettura e adesso "sono tutte schede". Altre signore annuiscono: i nuovi metodi scolastici non piacciono. Bisogna ritornare al vecchio metodo e iniziare a scrivere con asticelle e pallini e farlo sapere al ministro.
Facciamo una raccolta firme.
Lancio una domanda: secondo voi, quanto hanno influito le varie riforme della scuola e dei programmi didattici rispetto a un numero sempre crescente di bambini con disturbo di lettura e scrittura? E' aumentata l'informazione o peggiorati i programmi come afferma la signora romana?
Vado al tradizionale Premio dell'Elsa Morante che si organizza nella mia piccola isola dove, in quell'occasione, arriva un grande politico o un grande personaggio per dargli l'ambito premio perchè ha scritto un libro.
Quest'anno è arrivato il ministro Tremonti che ha vinto il premio con l'ultima fatica letteraria. E ha parlato, dal palco, con il pubblico presente in sala. Ebbene, dopo aver chiarito che lui è un laureato in giurisprudenza e dell'economia ne sa quanto ne potrei sapere io sulla gestione di un condominio, ha iniziato a raccontare una serie di amenità di cui, chi l'ha avuto il piacere di leggere di lui o ascoltarlo, ne conoscerà di certo i contenuti. La cosa che m'ha più colpito, fra le tante, è la sua incredulità riguardo l'apprendimento dell'inglese da parte dei bambini italiani. Completamente dimentico della reale difficoltà in cui versa la scuola italiana- tra tagli e riforme senza testa nè coda e un popolo di bambini con disturbi dell'apprendimento che aumenta in modo esponenziale-ha raccontato del modo in cui, in Europa, gli infanti imparassero l'inglese dai cartoni animati. Il geniale ministro ha concluso che si dovrebbe fare pure in Italia, così le giovani generazioni saranno forti in inglese.
Basta con i cartoni animati in Italiano!
Non è passata nemmeno una settimana e i miei ex pazienti li ritrovo su msn a raccontarmi del nuovo terapista. Come fa, come dice, come si muove, come si comporta. Insomma, una radiografia del mio povero collega che è bravissimo. La bimba affezionata della Chat, con contorni di sirenette e altre emoticon, mi dice che una cosa impressionante è l'altezza del mio collega e riesce a parlargli solo se stanno seduti. Mi devo mettere su una sedia per guardarlo in faccia, mi scrive, oppure è una tragedia:
mi ritrovo a parlare con la sua pancia.
Alessandra è la psicologa con cui dividerò la stanza. A fine luglio mi mise a dispo la sua casa perchè dovevo andare in giro per cercare un posto dove dormire vicino San Pietro che non fosse il colonnato. Ci trovammo subito e iniziammo a parlare di apprendimenti. Lei ha conosciuto e lavorato con i massimi esperti in materia. Mi ha illuminato sui nuovi studi e sulle nuove linee guida. Siamo state insieme tre giorni. Al terzo le ho sorriso e le ho chiesto a quanto ammontava il quanto. Che, mi ha domandato sorridente. Suvvia, le ho detto.
Per l'aggiornamento...