giovedì, 30 ottobre 2008, ore 10:58

Dieci anni, quinta elementare, tanto intelligente da aver creato compensi da paura. La bimba mi guarda sorridente e l'esorto a scrivere una lista nera, una lista dove ci sono tutte le cose di scuola che odia fare ma deve. Uno, scrive, problemi difficili di matematica e divisioni a due cifre; Due: imparare la storia e la geografia; Tre: sono la peggiore lettrice in inglese; Quattro: odio l'analisi grammaticale e i dettati. Mi consegna il foglio. Nient'altro, chiedo sorridente. No, mi risponde decisa.

Al resto ci ho pensato io.

Nota: il dislessico ha difficoltà nel riordianare mentalmente molti eventi, specie se complessi, e l'ingresso in lettura della comprensione di un testo è difficile. Hanno maggiori difficoltà in inglese e nei compiti come l'analisi grammaticale. la lista nera della mia paziente è ampiamente condivisibile dalla maggior parte dei bambini che soffrono di dsa.


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lunedì, 27 ottobre 2008, ore 17:56
scritto da RobiSG in

Il mio paziente romano de roma ha una serie di cose di cui lamentarsi: le virgole, la mamma, le compagne di classe, le frasi sconnesse, la squadra di calcio in cui gioca, le divisioni. Dice che ha trovato la ragione dei suoi guai. E qual'è, domando curiosa.

Il genere femminile!


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lunedì, 20 ottobre 2008, ore 10:06

Il piccolo romano de' roma con i fazzolettini giallo rossi ha più di qualche problema con le doppie. Lo ascolto: il romanesco ha ben poche doppie. Gli faccio sentire il rafforzamento che in molte parole, con cadenza laziale, sparisce. Oggi va meglio, le doppie sono ricomparse e facciamo un giochino. Dimmi una parola con le doppie, chiedo sorridendo. Lui sorride aperto e non ha dubbi.

Totti. 


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domenica, 19 ottobre 2008, ore 14:53

Lo so che mi manca qualcosa, fa la mia pazientina quasi decenne dagli occhi neri e profondi. Cosa, chiedo sorridendo. E' come un talento, risponde: c'è chi sa suonare, ballare, un talento... a me manca il talento. La guardo interrogativa. E' un talento necessario, fa lei, che gli altri hanno. E' fluida e sicura.

Il talento per la scuola.


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giovedì, 16 ottobre 2008, ore 11:46

Questa estate andai a parlare con la guru della disprassia, la dottoressa Sabbadini. Mi sarebbe piaciuto sapere qualcosa di più sulla sua materia ma, mentre leggeva il curricola, mi chiese se sapevo curare le voci.

La cura della voce è la mia passione. Ho aggiornamenti e corsi come se non avessi fatto altro nella vita, ma nella mia isola c'era zero utenza e lavoravo meglio con la dsa.

Certo che sono in grado, le dissi: uso il metodo Behlau e, al massimo, in dieci terapie, risolvo il problema se non è gravissimo. La dottoressa mi demandò il paziente che, in meno di dieci sedute, si scoprì una voce profonda e bellissima.  

La cura della voce mi dà molta soddisfazione: il paziente entra in terapia con una voce bassa, rauca, poco amplificata e con una sensazione di chiusura in gola e, già dopo la prima seduta, inizia a sentire la voce diversa e ha giovamento. E' il metodo Behlau che si usa in tutto il mondo.

La dottoressa Sabbadini è rimasta molto impressionata dal mio lavoro ma non ha  molte voci da demandarmi. Comunque sia, la curiosità sulla disprassia è rimasta e, a tutti i curiosi come me, consiglio di fare un giro su questo sito.

Poco tempo fa ricevo una telefonata. Numero privato. Ma chi sei, domando. Era il mio ex paziente romano. Non mi riconosce, fa meravigliato.

Me l'ha messa lei 'sta voce!


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lunedì, 13 ottobre 2008, ore 14:20

Bambinetto in terapia. Bambinetto piccolo con l'articolazione a libera interpretazione e una madre profondamente credente. Bussano alla porta. Chi è alla porta, chiedo. Lui non risponde e io domando di nuovo: "Allora chi è alla porta?". Lui si sta fermo e si fa serio. Mi guarda negli occhi.

"Sta bussando il Signore."


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martedì, 07 ottobre 2008, ore 14:54

I ragazzini si somigliano un pò tutti ma sono tutti diversi. I ragazzini hanno idoli quasi comuni, squadre del cuore, piccole manìe legate al luogo. I ragazzini romani parlano con quella piccola accentazione romana e usano poche, per fortuna, frasi idiomatiche romane.

Le colleghe mi danno un pò di dritte sul romano e sulla romanità. Il mercato mi aiuta a far pratica di dialetto. So bene che potrò imparare solo un centesimo di questo idioletto, ma un pò lo devo masticare. E' necessario.

Incrocio lo sguardo del mio primo ragazzino romano. Ho il raffreddore e mi porta un pacchetto di fazzolettini rosso e arancione. Te devi abituà, mi fa.

"co'a Roma qua se fa tutto." 


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giovedì, 02 ottobre 2008, ore 15:25

E' una ragazza bellissima e va benissimo all'università, esordisce una mia amica, del color dell'erba, mentre indica una collega di corso. Però, e il suo colorito cambia, ho saputo che è dislessica. Ah, faccio, allora è davvero in gamba. Seh, fa lei, io quando l'ho saputo non ho potuto fare a meno di essere felice. Perchè, faccio curiosa e sconvolta allo stesso tempo. Lei è fluida:

Troppi doni nella vita non si possono avere!


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