Ah, fai la logopedista, mi chiede una ragazza curiosa. Eh, sì, dico. E' una cosa tipo per i bambini che non parlano bene, io avevo mio cugino che non diceva la cì e la madre l'ha portato dal logopedista. Va così, dico. Ma ti devono piacere i bambini, domanda. Insomma, replico: ci sono delle volte che ne farei volentieri a meno. Com'è possibile, fa la ragazza esterrefatta, tu lavori con i bambini, li accudisci, li curi, devi avere pazienza, devi avere l'istinto materno per forza. Sorrido. Sempre la stessa storia: lavori con i bambini, sei mamma ad honorem. Ascolta, faccio, io riabilito, abilito i bambini: dò regole e ausili per risolvere o mettere una pezza al loro problema. Punto. Solo questo, fa delusa la ragazza. Sorrido.
"Non sono la loro mamma."
