Vado al congresso AID per due giorni. L'Associazione Italiana Dislessia ha organizzato un vero e proprio raduno di genitori, insegnanti e tecnici. Purtroppo, il limite del raduno è stata la qualità degli interventi: per rendere tutto accessibile a tutti si è troppo semplificato e il primo giorno è stato interessante ma, ne complesso, deludente. I workshop di stamattina hanno salvato il mezzo flop di ieri, rivelandosi utili e interessantissimi. Nel caso in cui qualcuno sia curioso di dare un'occhiata al sito dell'associazione:
Dieci anni, quinta elementare, tanto intelligente da aver creato compensi da paura. La bimba mi guarda sorridente e l'esorto a scrivere una lista nera, una lista dove ci sono tutte le cose di scuola che odia fare ma deve. Uno, scrive, problemi difficili di matematica e divisioni a due cifre; Due: imparare la storia e la geografia; Tre: sono la peggiore lettrice in inglese; Quattro: odio l'analisi grammaticale e i dettati. Mi consegna il foglio. Nient'altro, chiedo sorridente. No, mi risponde decisa.
Al resto ci ho pensato io.
Nota: il dislessico ha difficoltà nel riordianare mentalmente molti eventi, specie se complessi, e l'ingresso in lettura della comprensione di un testo è difficile. Hanno maggiori difficoltà in inglese e nei compiti come l'analisi grammaticale. la lista nera della mia paziente è ampiamente condivisibile dalla maggior parte dei bambini che soffrono di dsa.
Il piccolo romano de' roma con i fazzolettini giallo rossi ha più di qualche problema con le doppie. Lo ascolto: il romanesco ha ben poche doppie. Gli faccio sentire il rafforzamento che in molte parole, con cadenza laziale, sparisce. Oggi va meglio, le doppie sono ricomparse e facciamo un giochino. Dimmi una parola con le doppie, chiedo sorridendo. Lui sorride aperto e non ha dubbi.
Totti.
Questa estate andai a parlare con la guru della disprassia, la dottoressa Sabbadini. Mi sarebbe piaciuto sapere qualcosa di più sulla sua materia ma, mentre leggeva il curricola, mi chiese se sapevo curare le voci.
La cura della voce è la mia passione. Ho aggiornamenti e corsi come se non avessi fatto altro nella vita, ma nella mia isola c'era zero utenza e lavoravo meglio con la dsa.
Certo che sono in grado, le dissi: uso il metodo Behlau e, al massimo, in dieci terapie, risolvo il problema se non è gravissimo. La dottoressa mi demandò il paziente che, in meno di dieci sedute, si scoprì una voce profonda e bellissima.
La cura della voce mi dà molta soddisfazione: il paziente entra in terapia con una voce bassa, rauca, poco amplificata e con una sensazione di chiusura in gola e, già dopo la prima seduta, inizia a sentire la voce diversa e ha giovamento. E' il metodo Behlau che si usa in tutto il mondo.
La dottoressa Sabbadini è rimasta molto impressionata dal mio lavoro ma non ha molte voci da demandarmi. Comunque sia, la curiosità sulla disprassia è rimasta e, a tutti i curiosi come me, consiglio di fare un giro su questo sito.
Poco tempo fa ricevo una telefonata. Numero privato. Ma chi sei, domando. Era il mio ex paziente romano. Non mi riconosce, fa meravigliato.
Me l'ha messa lei 'sta voce!
Incontro un conoscente che mi mette al corrente, senza che io lo chieda, che una nostra comune conoscenza, un omino trentaseienne, si è innamorato di una ventenne e stenta a dichiararsi. La cosa me ne può fregare di meno ma, spinta dal suo entusiasmo, gli chiedo il motivo per cui non si dichiara. Lui mi ricorda che l'omino è timido, riservato, ma lei è quella giusta. Faccio un viso interessato e lui continua.
E' la scarpa giusta per il suo piede.