Una volta scrissi, in questo blog, un piccolo elogio alle maestre italiane che fanno il loro dovere spesso con pochi strumenti a disposizione. Purtroppo, salvo la buona pace di alcune, mi offrono sempre interessanti spunti di riflessione.
Vado a un colloquio con delle insegnanti. Quinta elementare, arrivo lì con consigli ma le lascio prima parlare. Oibò, mi dicono che la mia paziente è bravissima, mi presentano una scheda con tutti voti alti e solo in comprensione pecca un pò. Ci credo poco, ho fior di test che mi dicono il contrario, e esprimo le mie remore. La maestra, pronta, va in classe e prende il quaderno. Guardi, fa, è uno dei migliori testi della classe. Io e la madre della bimba leggiamo e siamo sgomente: quello, ai nostri tempi, sarebbe stato un buon testo in terza elementare. C'era anche un errore -il testo era corretto- e abbiamo pensato ad una distrazione. Glielo abbiamo segnalato.
La bambina aveva scritto: "Il bambino esce da piscina." Per me e la madre era sbagliato e andava corretto con "dalla piscina". L'insegnante ha detto che la nostra è una lingua antica e adesso, nello scrivere, bisogna cambiare le regole.
"da piscina" è italiano moderno.
Disegni benissimo, dice la mia pazientina. Sorrido e continuo nel mio disegno mentre lei è impegnata a fare un piccolo esercizio autonomamente. Facciamo una cosa, dice, secondo me tu devi cambiare lavoro e fare la disegnatrice però prima finisci con me. E gli altri, domando.
Chisseneimporta!
Io e il mio paziente in relax dei dieci minuti finali. Bello il tuo quadernone di Spider Man. Ti piace, dice lui meravigliato. E' un quadernone da maschio: alle femmine piacciono le cose sceme come i peluche, i cagnolini, quelle winx inutili. A me continua a piacermi, faccio, e non sono certo un maschio. Sarà, fa lui, forse le femmine grandi sono diverse:
diventano intelligenti.
Mamma in pena per la sua bimba ottenne. Le gentili maestre, che non abbiamo avuto l'onore di conoscere, le hanno scritto una lettera, che vado tra poco a raccontare, e la signora è corsa ai ripari. La sua bimba è in seconda elementare e fino a dicembre era tutto ok: nessuna lamentela, nessuna segnalazione.
Fine primo quadrimestre, la signora si vede recapitare a casa, per mano della bimba, una letterina dove ci sono scritte una serie di amenità e cito quelle che ci hanno fatto rizzare i capelli. Secondo loro, la bimba non ha logica, non capisce le consegne, non impara le filastrocche e le poesie, non vede il quadretto, non interagisce in modo consono con la classe in assenza di problemi di comportamento. Era una lettera molto articolata e io e la collega ci siamo chieste se esiste ancora quel che viene chiamata "didattica" nella scuola italiana.
La lettera ha creato una madre a spalle chine che ci ha chiesto flebile:
E' colpa mia se mia figlia è così?
Cari tutti, sono un pò scarica dal momento che sto facendo un pò di cose e tutte insieme. Con la scuola media di procida, gli undicenni dell'anno passato, stiamo scrivendo un romanzone collettivo a ben 90 mani. Gli scrittori effettivi saranno 60, il resto si occuperanno della grafica, delle didascalie e 10 sono gli story editor. Insomma, un maxi progetto ambiziosissimo dove le insegnanti di italiano saranno le editor. Abbiamo raccolto le idee, pianificato, e a gennaio scriveremo. Il tema è ambientale e, quando finirà, chi è curioso lo potrà leggere.
Il lavoro a Roma va un pò a rilento: a novembre sono andata sull'isola molte volte e non ho avuto il tempo manco di respirare. In questo momento ritorno da un convegno sulla disprassia e ho comprato un libro di teoria per capirci meglio qualcosa.
Ci sono molte cose in ballo e mi sento come quei giocolieri che devono tenere in equilibrio i piatti su diverse aste appoggiate al corpo.
Appena avrò la mente più libera continuerò a raccontarvi dei miei meravigliosi pazienti. Vi abbraccio tutti,
Roberta
Dieci anni, quinta elementare, tanto intelligente da aver creato compensi da paura. La bimba mi guarda sorridente e l'esorto a scrivere una lista nera, una lista dove ci sono tutte le cose di scuola che odia fare ma deve. Uno, scrive, problemi difficili di matematica e divisioni a due cifre; Due: imparare la storia e la geografia; Tre: sono la peggiore lettrice in inglese; Quattro: odio l'analisi grammaticale e i dettati. Mi consegna il foglio. Nient'altro, chiedo sorridente. No, mi risponde decisa.
Al resto ci ho pensato io.
Nota: il dislessico ha difficoltà nel riordianare mentalmente molti eventi, specie se complessi, e l'ingresso in lettura della comprensione di un testo è difficile. Hanno maggiori difficoltà in inglese e nei compiti come l'analisi grammaticale. la lista nera della mia paziente è ampiamente condivisibile dalla maggior parte dei bambini che soffrono di dsa.
Lo so che mi manca qualcosa, fa la mia pazientina quasi decenne dagli occhi neri e profondi. Cosa, chiedo sorridendo. E' come un talento, risponde: c'è chi sa suonare, ballare, un talento... a me manca il talento. La guardo interrogativa. E' un talento necessario, fa lei, che gli altri hanno. E' fluida e sicura.
Il talento per la scuola.
E' una ragazza bellissima e va benissimo all'università, esordisce una mia amica, del color dell'erba, mentre indica una collega di corso. Però, e il suo colorito cambia, ho saputo che è dislessica. Ah, faccio, allora è davvero in gamba. Seh, fa lei, io quando l'ho saputo non ho potuto fare a meno di essere felice. Perchè, faccio curiosa e sconvolta allo stesso tempo. Lei è fluida:
Troppi doni nella vita non si possono avere!
Non è passata nemmeno una settimana e i miei ex pazienti li ritrovo su msn a raccontarmi del nuovo terapista. Come fa, come dice, come si muove, come si comporta. Insomma, una radiografia del mio povero collega che è bravissimo. La bimba affezionata della Chat, con contorni di sirenette e altre emoticon, mi dice che una cosa impressionante è l'altezza del mio collega e riesce a parlargli solo se stanno seduti. Mi devo mettere su una sedia per guardarlo in faccia, mi scrive, oppure è una tragedia:
mi ritrovo a parlare con la sua pancia.
Alessandra è la psicologa con cui dividerò la stanza. A fine luglio mi mise a dispo la sua casa perchè dovevo andare in giro per cercare un posto dove dormire vicino San Pietro che non fosse il colonnato. Ci trovammo subito e iniziammo a parlare di apprendimenti. Lei ha conosciuto e lavorato con i massimi esperti in materia. Mi ha illuminato sui nuovi studi e sulle nuove linee guida. Siamo state insieme tre giorni. Al terzo le ho sorriso e le ho chiesto a quanto ammontava il quanto. Che, mi ha domandato sorridente. Suvvia, le ho detto.
Per l'aggiornamento...