martedì, 02 dicembre 2008, ore 19:48

Cari tutti, sono un pò scarica dal momento che sto facendo un pò di cose e tutte insieme. Con la scuola media di procida, gli undicenni dell'anno passato, stiamo scrivendo un romanzone collettivo a ben 90 mani. Gli scrittori effettivi saranno 60, il resto si occuperanno della grafica, delle didascalie e 10 sono gli story editor. Insomma, un maxi progetto ambiziosissimo dove le insegnanti di italiano saranno le editor. Abbiamo raccolto le idee, pianificato, e a gennaio scriveremo. Il tema è ambientale e, quando finirà, chi è curioso lo potrà leggere.

Il lavoro a Roma va un pò a rilento: a novembre sono andata sull'isola molte volte e non ho avuto il tempo manco di respirare. In questo momento ritorno da un convegno sulla disprassia e ho comprato un libro di teoria per capirci meglio qualcosa.

Ci sono molte cose in ballo e mi sento come quei giocolieri che devono tenere in equilibrio i piatti su diverse aste appoggiate al corpo.

Appena avrò la mente più libera continuerò a raccontarvi dei miei meravigliosi pazienti. Vi abbraccio tutti,

Roberta


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giovedì, 25 settembre 2008, ore 11:01

Io e Ale a Trastevere. Passeggiamo la sera e lei mi racconta della sua giornata. Oggi è venuto un padre, fa, che ha due figli bisognosi di terapia e la spesa è enorme. Ho cercato di fare un'attenzione, continua, ma tra fisco e spese più di tanto non posso fare. Il padre ha guardato la mia collega scoraggiato e ha domandato se potesse fare la pratica per la centoquattro. I suoi bimbi non sono tanto gravi, ha risposto lei, ma hanno bisogno di una mano. Il genitore le ha spiegato una serie di cose, di spese, di quanto sia difficile arrivare a fine mese. Con dolore, ha concluso che sarebbe stato meglio se fossero stati gravi: almeno lo Stato l'avrebbe aiutato.

Con la centoquattro.

nota: In troppi non sanno che con la sanità allo sfascio e le liste d'attesa chilometriche, anche la centoquattro può risultare inutile per alcuni aspetti. Quando decideranno, al governo, di dedicarsi al sociale in maniera seria, invece che a altro? D'accordo, l'Alitalia si deve salvare e la scuola italiana, la sanità? Se qualche ministro si facesse una girata in questi ambienti e si sporcasse un poco le mani con le condizioni in cui versano, si renderebbero conto che stanno anche peggio dell'Alitalia.


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giovedì, 18 settembre 2008, ore 16:00

Ascolto le parole di una mamma con figlio dislessico ormai diciannovenne. La signora è incazzata con la scuola perchè al figlio lo hanno sempre umiliato e il metodo che usano, quello nuovo, non fa bene a nessuno. Ascolto in silenzio il discorso e la signora prosegue che prima ci si impegnava sulla scrittura, sulla lettura e adesso "sono tutte schede". Altre signore annuiscono: i nuovi metodi scolastici non piacciono. Bisogna ritornare al vecchio metodo e iniziare a scrivere con asticelle e pallini e farlo sapere al ministro.

Facciamo una raccolta firme.

Lancio una domanda: secondo voi, quanto hanno influito le varie riforme della scuola e dei programmi didattici rispetto a un numero sempre crescente di bambini con disturbo di lettura e scrittura? E' aumentata l'informazione o peggiorati i programmi come afferma la signora romana?


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sabato, 13 settembre 2008, ore 23:47

Vado al tradizionale Premio dell'Elsa Morante che si organizza nella mia piccola isola dove, in quell'occasione, arriva un grande politico o un grande personaggio per dargli l'ambito premio perchè ha scritto un libro.

Quest'anno è arrivato il ministro Tremonti che ha vinto il premio con l'ultima fatica letteraria. E ha parlato, dal palco, con il pubblico presente in sala. Ebbene, dopo aver chiarito che lui è un laureato in giurisprudenza e dell'economia ne sa quanto ne potrei sapere io sulla gestione di un condominio, ha iniziato a raccontare una serie di amenità di cui, chi l'ha avuto il piacere di leggere di lui o ascoltarlo, ne conoscerà di certo i contenuti. La cosa che m'ha più colpito, fra le tante, è la sua incredulità riguardo l'apprendimento dell'inglese da parte dei bambini italiani. Completamente dimentico della reale difficoltà in cui versa la scuola italiana- tra tagli e riforme senza testa nè coda e un popolo di bambini con disturbi dell'apprendimento che aumenta in modo esponenziale-ha raccontato del modo in cui, in Europa, gli infanti imparassero l'inglese dai cartoni animati. Il geniale ministro ha concluso che si dovrebbe fare pure in Italia, così le giovani generazioni saranno forti in inglese.

Basta con i cartoni animati in Italiano!


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venerdì, 20 giugno 2008, ore 20:49

Adesso ho deciso: affronto il padre comunista da vera donna di sinistra e speriamo bene. Chi mi segue sa che ho un povero paziente politicizzato a sinistra, suo malgrado, dal padre che legge, ciclicamente, "Le lettere dal carcere" di Gramsci alternati agli scritti del Che. E, come se non bastasse, commenta, con il figlio, le notizie di politica nazionale che, in sè, non ci sarebbe niente di male se non fosse che il suo "bambino" ne vuole poco così per trovare una scusa valida per lavorare di meno.  

Io e il mio paziente alle prese con l'ennesima lettura. Per favore, per favore, faccio, non m'imbrogli: non è saltandomi i righi che leggerai di meno..dài, lo so che sei stanco e il caldo ammoscia tutti. Vabbè, fa lui, ma io non faccio gli imbrogli. Lo guardo fissa. Ok, fa lui: volevo fare un piccolo imbroglio ma non sono pericoloso. E che c'entra, faccio.  Papà mi ha detto che in Italia l'imbroglio è la regola e adesso non vieni punito perchè, guardami, non sono pericoloso. Mi metto una mano sul viso e dondolo la testa. Lui fa un faccino dolce.

Sono un bravo bambino. 


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mercoledì, 23 aprile 2008, ore 09:51

Incontro, per caso, la maestra di matematica di bambina magrina. Dice che doveva sentirmi perchè sono in difficoltà. In che senso, domando. Mi dice che la madre della mia paziente, ultimamente, ha la fissa che la bambina è talmente migliorata da essere uguale alle altre e non ha dato il consenso al solito programma differenziale per l'anno venturo. Parlerò con la madre, le prometto, ma mi sembra davvero strano. Dice che deve fare le cose come gli altri, ma sappiamo bene che non le ha mai fatte. Il programma differenziale è, nel suo caso, il raggiungimento degli obiettivi minimi didattici con qualche accortenza sul programma di classe, domando. Sì, fa la maestra: è sempre stato così.

Prendo in disparte la mamma di bambina magrina e le chiedo cosa è successo a scuola. La signora mi racconta che lei non è d'accordo al programma differenziale: sua figlia non è completamente diversa dalle altre!. Su questo d'accordo, ma, nel caso di tua figlia, sarebbe lo stesso che abbiamo fatto negli anni passati: raggiungimento obiettivi minimi, cosa che fanno tutti i bambini anche più lenti e che non vanno a logo. Ah, fa la signora pensandoci, allora è come sempre, domanda. Non una virgola in più, spiego: ho parlato con la maestra e è stata chiara. Se è così, fa la signora, posso acconsentire.

Nella stanza, bambina magrina mi racconta che la mamma ha parlato molto con le maestre. Ho sentito di programma differenziato, fa curiosa. Mamma si è preoccupata ma io no: adesso si differenzia tutto ma alla fine è tutto sempre uguale. In che senso, domando. Anche la spazzatura si differenzia da un pò di tempo, fa, ma la sporcizia c'è sempre.

Sono cambiate solo le parole. 


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mercoledì, 16 aprile 2008, ore 10:12

La mia pazientina principessa, seienne da cinque giorni, oggi è galvanizzata. Dopo la terapia la mamma la porta dal parrucchiere. Lei ha lunghi capelli biondi e sa perfettamente cosa si farà fare dal parrucchiere. Davvero, domando: io dal parrucchiere non ci vado mai: non riesce mai a capire che tipo di taglio voglio. Tu, mi fa lei, sbagli. Bisogna fare così, e esce dalla tasca un foglio di giornale con tanto di foto. Ah, faccio, e questa, domando. Tu non sai, fa lei, oggi io vado dal parrucchiere, faccio vedere la figura e lui fa. Domani mi vedrai! Sarò bellissima.

Somiglierò a Sharpay!

 Nota: questa qui accanto è Sharpay, diva di High School Musical. I capelli sono quelli. Più o meno. Nella nuova era politica la mia seienne principessa è in linea con la mentalità corrente...


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lunedì, 14 aprile 2008, ore 19:28
scritto da RobiSG in politica, divagazioni, elezioni

L'estrema sinistra è morta, la destra non è morta e Berlusconi si sente benissimo.

Io e la mia amica a lutto per la vincita di Berlusconi. Abbiamo deciso di raccoglierci in preghiera come ci hanno insegnato a fare le nostre nonne quando le speranze erano proprio agli sgoccioli. Cosa fate, ci domanda il nostro compagno a lutto quanto noi. Preghiamo, diciamo convinte: e siamo sicure che la Madonna del Rosario stavolta ci farà la grazia. Quale grazia, domanda sempre più stupito il nostro compagno.

Quella di uno Stato laico e democratico.

nota: perdonate la divagazione politica ma non ho un buon ricordo del precedente governo Berlusconi. In verità, manco di quello di Prodi ho un buon ricordo. Non mi resta che pregare e sperare in una grazia per l'Italia intera. 


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